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venerdì 7 settembre 2018

SENSI di VIAGGIO XIV: se il weekend arrivasse bussando...

Avete presente "Il sabato del villaggio"?
L'atmosfera di festa, l'aria elettrica e carica di aspettative per l'eccezionalità del giorno dopo... La donzelletta che vien dalla campagna coi fiori per farsi bella, il contadino che pensa sorridendo al meritato giorno di riposo, la vecchierella che racconta dolci storie di tempi passati...
Ecco, "questo di sette è il più gradito giorno", almeno in Italia, perché tutti attendono con gioia e trepidazione l'arrivo della domenica.
In Giordania, no.
In Giordania il weekend arriva all'improvviso, senza presentarsi. Ti catapulta nel mondo del relax senza che tu nemmeno te ne accorga e infatti rimani un po' attonito e pensi: oggi sono in vacanza? E devi improvvisamente disporre mente e muscoli in posizione di riposo.
Il venerdì è il giorno di festa, l'equivalente della nostra domenica. Questo lo sapete tutti, ma avete mai provato a immaginare come sarebbe se la vostra settimana venisse completamente riorganizzata e la domenica venisse prima del sabato?
In fondo, questo è quello che succede qui: la domenica, ovvero l'ozio totale, è anticipato al venerdì. Il sabato rimane il sabato, ed è sempre un giorno "festivo", come da noi. Però viene dopo la grande festa, come a permetterti di risintonizzarti sulla settimana che inizia - di domenica.
Questa gestione della settimana è davvero bizzarra e, per me, totalmente priva di vantaggi: perché se arrivi impreparato all'ozio del venerdì, può non essere un problema, ma il sabato non solo non avrai aspettative, trepidazione, desideri - che avresti dovuto dedicare al giovedì - ma "al travaglio usato
ciascuno in suo pensier farà ritorno".
Il sabato dovrebbe essere sacro,, secondo me, e invece è carico di quelle "tristezza e noia" che ti assalgono quando - involontariamente - la tua mente ti ricorda con dei flash più o meno lunghi che il giorno dopo si lavora.
Vabbè, non esageriamo e prendiamo esempio dai Giordani, che il venerdì sono in realtà molto attivi: dopo aver espletato i doveri religiosi, si riversano per le strade a intralciare il traffico, ingombrano i siti turistici e soprattutto venerano il culto del "santo pic-nic", improvvisano feste di famiglia ai lati di strade sporche e polverose.
Loro comunque sono felici.
Io invece, per mantenermi in attività e non rimanere shockata dall'improvviso e inannunciato arrivo del weekend, sono andata a visitare il Castello di Ajloun.
Ma  per questa storia, meglio aspettare domani...

Vista dal Monte di Ajloun

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