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giovedì 6 settembre 2018

SENSI di VIAGGIO XIII: il giardino segreto di Amman

Darat El Fununدارة الفنون - è, letteralmente, il dipartimento delle Arti. Nella pratica, è una delle tante gallerie d'arte che, insieme a murales e botteghe d'artisti, rendono ElWeibdeh il posto meraviglioso in cui ho la fortuna di vivere.



Ma, con tutto il rispetto, nè le mostre nè la collezione sono il motivo per cui ho preso la buona abitudine di venire qui tutti i pomeriggi: Darat El Funun è soprattutto un posto magico, immerso nell'ombra di piante di ogni tipo, dove riposare, bere un tè e godersi il panorama sulla città. Appena entri in questo giardino segreto, non ti abbaglia solo la luce - tipica di Amman - ma anche l'atmosfera fuori dal tempo, che ti obbliga a chiederti: sono ancora sul pianeta Terra?
Darat el Funun è un complesso architettonico tagliato a metà da una rampa di scale - l'ennesima - che porta al fulcro del quartiere. E' una specie di strada obbligata: se ti muovi a piedi devi passarci per forza, almeno una volta. Erano giorni che guardavo incuriosita attraverso le entrate e mi ripromettevo di venirci presto.
Quale migliore occasione se non un pomeriggio di sole cocente per cercare ristoro e ombra qui?
Entrando dall'accesso inferiore, mi trovo davanti ai resti di una chiesa bizantina. "Resti", in Giordania, vuol dire colonne, come avrete avuto modo di vedere qui e qui.



Ma la meraviglia del posto si rivela subito essere il giardino terrazzato: al momento, davanti a me vedo palme, gelsomini, ulivi e decine di gradini in pietra locale che mi invitano ad andare sempre più su. 
Salgo, e trovo piante di fico, viti e bouganville. Salgo ancora, e la scoperta continua. Scopro addirittura che una palma può crescere sopra un ulivo 😉


Sono finalmente all'ombra, non riesco a scattare foto decenti perchè la luce è - come sempre - troppo forte. Mi giro e la veduta che mi si apre davanti è questa.


Alla fine della salita, incontro un amico - nemmeno lui conosce la sua identità, quindi non potrò dirvi il suo nome...

                            

La direzione del museo è abile, e colpisce la mia attenzione con delle strane lenti sul muro: sembrerebbe che nelle pietre che hanno usato per costruire la casa, ci siano dei fossili.


Finalmente, trovo il posto che cercavo... è magnifico fermarsi qui, all'ombra, dove solo qualche impavido raggio di sole filtra tra le foglie. Il gorgogliare dell'acqua, un rivolo di vento, tanti fiori e qualche gatto che gironzola - come in ogni dove ad Amman.
La grande bellezza, per me, è questa ❤️












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